tag:blogger.com,1999:blog-128689082008-07-17T04:04:49.570+02:00L' U S S A R O (un blog di piero sampiero)Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comBlogger176125tag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-64932509547907052002008-07-14T19:01:00.001+02:002008-07-14T19:03:49.801+02:00Abbasso i giacobini !<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SHuG5ahNPAI/AAAAAAAAAVs/qGDO3aiRhBg/s1600-h/Rivoluzione+francaise.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SHuG5ahNPAI/AAAAAAAAAVs/qGDO3aiRhBg/s320/Rivoluzione+francaise.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222916513795488770" border="0" /></a><br /><div style="text-align: center;"><span style="color: rgb(0, 32, 96);font-family:Tahoma;font-size:100%;" ><span style="font-weight: bold;"> Per la contiguità culturale e gl'indubbi influssi del grande <span style="font-style: italic;">Napoleone,</span> siamo abituati a festeggiare un po', anche noi fratelli d'oltralpe, l'anniversario della presa della<span style="font-style: italic;"> Bastiglia</span>, apoteosi della <span style="font-style: italic;">Rivoluzione francese</span>, che pose fine alla monarchia degenerata e sancì l'avvento della borghesia al potere, ma soprattutto simbolo di autonomia dallo Stato, nel nome del cittadino singolo.<br /><br /></span></span><span style="color: rgb(0, 32, 96);font-family:Tahoma;font-size:100%;" ><span style="font-weight: bold;">Non tutto rifulse nella sanguinosa storia della sostituzione di una classe sociale ad un'altra, perdente per aver abusato del propria funzione di governo.<br /><br /></span></span><span style="color: rgb(0, 32, 96);font-family:Tahoma;font-size:100%;" ><span style="font-weight: bold;">Le stragi ed il soffocamento crudele delle opposizioni per stigmatizzare il trionfo illuministico della <span style="font-style: italic;">dea ragione,</span> che di lì a poco avrebbe soppiantato il<span style="font-style: italic;"> dio</span> tradizionale, con un'altra forma di religione laica e fanatizzante, fecero percepire che un'era dell'intolleranza si faceva strada tra i popoli e che inevitabilmente questo avrebbe comportanto l'irrompere in Europa di totalitarismi e dittature protrattisi fino a pochi decenni fa.<br /><br /></span></span><span style="color: rgb(0, 32, 96);font-family:Tahoma;font-size:100%;" ><span style="font-weight: bold;">Lo spirito <span style="font-style: italic;">giacobino</span> contrapposto a quello della<span style="font-style: italic;"> libertà</span> rettamente intesa, come il raffronto con la rivoluzione inglese prima, e quella americana dopo, ha reso evidenti agli storici imparziali, che un confine sottilissimo separa la lotta per l'indipendenza e la libertà del popolo da chi - pretendendo di essere il depositario della verità - si autoproclama unico interprete dell'interesse generale e dispensa il terrore accompagnandolo con l'uso indiscriminato della<span style="font-style: italic;"> ghigliottina</span> contro gli avversari.<br /><br /></span></span><span style="color: rgb(0, 32, 96);font-family:Tahoma;font-size:100%;" ><span style="font-weight: bold;">Allora, in questo giorno di tripudio per la sempre affascinante <span style="font-style: italic;">Marianna</span>, ricordiamoci che l'anima della conquista della libertà non sono i giacobini e i fondamentalisti, i quali, oggi come ieri, attentano ai diritti del singolo e delle comunità intermedie.<br /><br /></span></span><span style="color: rgb(0, 32, 96); font-style: italic;font-family:Tahoma;font-size:100%;" ><span style="font-weight: bold;">Vive la France e la liberté pour tout le monde.</span></span><br /><span style="color: rgb(0, 32, 96);font-family:Lucida Handwriting;font-size:100%;" ><span style="font-weight: bold;"></span></span></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-8625773802301628382008-07-09T19:36:00.003+02:002008-07-09T20:07:52.484+02:00Giri di valzer al G8<a href="http://bp0.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SHT-aShFaVI/AAAAAAAAAUM/LcXvOAnvhC0/s1600-h/Valzer.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221077595629906258" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SHT-aShFaVI/AAAAAAAAAUM/LcXvOAnvhC0/s320/Valzer.jpg" border="0" /></a><br /><div align="center"><strong><em><span style="font-family:georgia;color:#000099;">Non c'è dubbio che se non ci fosse il G8 bisognerebbe inventarlo.<br />Ma quanto a decisioni produttive, pochi sono i risultati utili.<br />Prendiamo il tema universale del clima.<br />Pareva che si potessero mettere d'accordo per la lotta all'inquinamento; ma senza il consenso di Cina ed India, non si può fare un passo avanti.<br />E allora?<br />E' giusto che questi due paesi grandi inquinatori, per la vorticosa ed incontrollata crescita economica, entrino a far parte del club, magari con qualche altra nazione produttrice di ricchezza energetica?<br />E' indifferibile un allargamento del consesso e sarebbe utile che tutti i partecipanti decidessero una moratoria sulle produzioni industriali più dannose per il pianeta, prevedendo, nel contempo, la cessione di tecnologie avanzate a cura dei soggetti economici più progrediti.<br />Belle parole.<br />Intenti condivisibili.<br />Ma il demone della crescita a tutti i costi si è impossessato dell'anima del mondo.<br />Difficile trovare un equilibrio.<br />Tutto rimane in dubbio alla conclusione dei lavori. Perfino la sede del prossimo incontro. La Maddalena è in grado di apprestare le strutture ricettive e le altre opere necessarie al buon funzionamento del grande allargato meet del 2009?<br />Giri di valzer ci accompegneranno ancora molti mesi.<br /></span></em></strong></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-71984519977932565892008-06-30T08:33:00.003+02:002008-06-30T08:42:28.931+02:00La presunzione non è mai troppa !<a href="http://bp0.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SGiAPL3qInI/AAAAAAAAASA/R86n15P6bb0/s1600-h/normal_WUMING-stella-cover.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217561166681350770" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SGiAPL3qInI/AAAAAAAAASA/R86n15P6bb0/s320/normal_WUMING-stella-cover.jpg" border="0" /></a><br /><div align="justify"><strong><span style="font-family:georgia;color:#000099;">Un breve saggio dello storico Franco Cardini pubblicato su "Europa Oggi", dedicato all'islam ed ai mussulmani, nel quale, fra l'altro, mette in rilievo la tendenza degli occidentali alla superficialità, nel valutare uomini ed avvenimenti di quella vasta area culturale e religiosa, fondata sul culto di Allah e del Corano.<br /><br />Non sempre le tesi dell'illustre studioso sono condivisibili, ma, in questo caso, egli metteva correttamente in luce un grave difetto del nostro approccio intellettuale con una delle tradizioni spirituali più importanti, e degne di rispetto, nella vita religiosa d'oriente, sfatando alcuni miti e demolendo certi pregiudizi, difficili da eliminare dal bagaglio d'incomprensione ed ingiustificata sufficienza di molti commentatori nostrani.<br /><br />Specialmente in occidente ed ai giorni nostri, essere presuntuosi è normale.<br /><br />Non ce ne accorgiamo ed, ogni volta che possiamo, aumentiamo le nostre pretese di superiorità.<br /><br />Che ne direste se un giornalista mussulmano, di fronte ad una violenza sessuale, dicesse che la regola da noi è lo stupro?</span></strong></div><br /><div align="justify"><strong><span style="font-family:georgia;color:#000099;">Risponderemmo che ha sbagliato e che in realtà non siamo tutti violentatori da queste parti.<br /><br />Ma se un padre mussulmano vende una fanciulla di 16 anni al promesso futuro marito sessantenne, è la fine del mondo!<br /><br />Eppure i matrimoni d'interesse ci sono tuttora anche da noi.<br />In molte regioni d'Italia non è sparita la prassi di far coniugare i rampolli di famiglie ricche e potenti ed in tanti casi ancora, più o meno mascherato, sussiste il vincolo dell'inalienabilità del patrimonio ereditario, da lasciare intatto di generazione in generazione.<br />E quante belle fanciulline del nostro paese hanno fatto e continuerebbero a fare la coda per farsi impalmare da qualche sceicco avanti con gli anni.<br /><br />Un esempio negativo è un esempio negativo, sia in oriente che in occidente, ma non si può generalizzare.<br /><br />E' quindi poco convincente muovere all'attacco di una religione, senza conoscerne bene i contenuti, la prassi, l'interpretazione derivante da studi profondi e rigorosi.<br /><br />Purtroppo capita che personaggi reputati intelligenti, per il gusto della boutade o della polemica fine a se stessa, non rinuncino a cavalcare la tigre dell'ovvietà e del pregiudizio, pur di dare addosso a chi pratica usanze religiose, e no, diverse dalle nostre, piccandosi di conoscere ed emendare testi dottrinari millenari con la solita mentalità neo-illuminista e perfidamente semplificatrice.<br /><br />E' accaduto così che la nota giornalista Maria Giovanna Maglie, transfuga, se ben ricordiamo, della televisione d'assalto progressista e positivista degli anni settanta, ora ritenga di fare le pulci ai costumi mussulmani e alla religione che li ispira, per portare un po' di modernità in paesi ancora sottratti alla luce dei <em>Mac-Donald's</em> e della globalizzazione.<br /><br />Lo ha fatto sulle pagine del "Giornale", ricordando, nell'epilogo dell'articolo, come a Roma si sia abituati a criticare, in piazza, il Papa e a rivendicare il <em>relativismo</em> in tutti i campi, compreso quello il Trascendente.<br /><br />L'abitudine a parlare a ruota libera, a credere di essere i migliori del mondo, ci fa superare ogni limite.<br /><br />Dalla vendita della bambina per arrivare a Maometto, il passo è breve. Questo profeta è nato intorno al 600, ma i suoi seguaci, che continuano a seguire insegnamenti non aggiornati ai tempi, non si sono mai adeguati all'evoluzione dei costumi, sostiene la chiara articolista.<br /><br />Se si è coerentemente relativisti, si accettano altre fedi e convinzioni, diciamo noi ragionevolmente.<br /><br />E' un po' come la democrazia: c'è chi l'accetta e chi no.<br />E, dopo la guerra in Irak, si sente spesso ripetere che non abbiamo il diritto di esportare il nostro regime politico.</span></strong></div><strong><span style="font-family:georgia;color:#000099;"><br /><div align="justify"><br />Ma allora perché dovremmo esportare l'aborto ed altre convinzioni di libertà come se fossero il Corano, ovvero una verità rivelata?<br />Gli altri popoli sono stupidi e noi no.</div><br /><div align="justify"><br />Noi sappiamo qual è il bene e il male e critichiamo anche la dottrina della Chiesa cattolica se non è progressista a sufficienza.<br />Ma questo non è relativismo, è il <em>fondamentalismo </em>del relativismo. Ed è soprattutto eccessiva presunzione!<br /><br />L'agguerrita signora Maglie farebbe volentieri una crociata libertaria nei paesi mussulmani per imporre un aggiornamento della religione coranica.<br /><br /></span></strong></div><a href="http://byfiles.storage.live.com/y1pcuY5iCMDnuYVTk9ypTvmtsZw5HhUb9ppz4PTChpxOwKokY-YFDWfluZull_dcyc4" target="_blank"></a><div align="justify"><strong><span style="font-family:georgia;color:#000099;">Perché anche loro non fanno le loro proteste in piazza contro i capi religiosi?<br /><br />Andiamo ad insegnargli come si fa.<br /><br />In fondo il relativismo non è altro che un <em>livellamento</em>, imposto agli altri, sulla scorta dei nostri luoghi comuni.<br /><br />Che orrore la diversità, se è rappresentata da consuetudini e costumi di popoli non occidentali e non occidentalizzati.<br /><br />E' possibile che non venga il dubbio a nessuno che, forse. la maggior parte dei mussulmani si trova bene nel proprio assetto sociale e che, magari, la presunta vendita di una sedicenne non è, probabilmente, il parametro giusto per esprimere giudizi <em>tranchant </em>su altre culture ed altri sistemi politici?<br /><br />"I sette pilastri della saggezza" dell'esimio colonnello T.E.Lawrence non ci hanno, evidentemente, insegnato nulla.<br /></div></span></strong><a href="http://byfiles.storage.live.com/y1pogzH-14-hn8G4w_OT62JeypNc7u8bI4VITehQmM4pjQ5lTJsFhCDvOWD4siWNHpN" target="_blank"></a>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-6667392643569651232008-06-24T08:30:00.004+02:002008-06-29T20:23:06.937+02:00Tempus fugit<a href="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SGCV02Fq2fI/AAAAAAAAARE/gUnOHYn-icQ/s1600-h/cult_7285030_59080.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215333103600065010" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SGCV02Fq2fI/AAAAAAAAARE/gUnOHYn-icQ/s320/cult_7285030_59080.jpg" border="0" /></a><br /><div align="center"><span style="font-family:times new roman;"><span style="color:#000066;"><span style="font-size:130%;"><strong>Viviamo sotto il cielo dell'impermanenza, che Marc'Aurelio definiva<br />"Un torrente impetuoso che tutto trasporta.La qualità della causa di tutte le cose, separata dall'elemento materiale del mondo."<br /><br />Io sono stato assente dal web per alcuni mesi, dopo aver subito un ulteriore attacco telematico, che rischiava di far chiudere il blog, sia per l'irritazione derivante dalla reiterazione di certi episodi, sia per la noia indotta, alla lunga, dalla stupidità e dalla cattiveria umane.<br /><br />Ma poiché ero affezionato a questa pagina, ho voluto ricomiciare, pur prendendomi uno stacco salutare.<br /><br />E' servito per vedere il mondo con altri occhi.Non più sub specie aeternitatis, ma con la lente dell'impermanenza.<br /><br />Se si prova a considerare ciò che ci circonda non in senso assoluto, ma relativo, si fanno scoperte interessanti, anche se non sempre positive.<br /><br />In questa palestra delle vanità che è ormai internet, infatti, ognuno porta la propria personalità.<br /><br />Un elemento assolutamente inconsistente e fatuo, se inserito nel flusso inesorabile del tempo.<br /><br />I Romani, della stirpe di Marco Aurelio, sapevano bene di vivere nell'immanenza e quindi nell'impermanenza.<br /><br />Ciò nonostante avevano creato un sistema di valori, di relazioni sociali e culturali, il quale consentiva di regolare il loro mondo secondo cardini irrinunciabili e permanenti, come se l'eternità fosse sempre al di sopra delle proprie teste.<br /></strong><br /></span></span></span><strong><span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#000066;">Questo a ben pensarci è un mirabile frutto della logica e del pragmatismo della civiltà romana, che consentiva di disporre del proprio essere nella maniera più armonica possibile, riconoscendo la validità di alcune regole sgorganti dalla ragione, al di là delle generazioni e della transitorietà della Storia .<br /><br />Quindi è vero che tutto è caduco e tutto si trasforma; però le regole del gioco sono stabilite una volta per tutte e vanno seguite per tutti, proprio in quanto rispondono ad un'intima esigenza dell'uomo.<br /><br />Se ci si pensa bene, queste leggi del vivere tra uomini dovrebbero valere anche oggi.<br /><br />Il fatto è che in epoche di crisi, così come gli eventi, che hanno attraversato la stessa Roma antica, stanno a testimoniare, le carte vengono sparigliate o nascoste o truccate.<br />E se hanno la meglio i bari o i bleffeur, ci si trova un po' tutti a mal partito.<br /><br />Dalla piccola esperienza fatta, con l'interruzione, volontariamente impostami, nell'ambito del weblog, ho scoperto che alcune cosiddette amicizie si sono diradate, altre sono scomparse; alcune sono rimaste e di nuove s'intravede la nascita.<br /><br />Senza dubbio è stato un ammaestramento.<br /><br />Ancora una volta la trasformazione è avvenuta, lasciando che ciò che era autentico, come valore, rimanesse, mentre le scorie si disperdevano, lasciando spazio al nuovo e all'imprevisto, affascinante e seducente per sua stessa natura.<br /><br />Tempus fugit, è vero, ma non è poi così male.</span></strong><a href="http://byfiles.storage.live.com/y1p2mYXSB74BWHqdLydtBastwWa3oQ65XBCgoqSIV0IFssVTCmvFltTaYmo9cPWDpfdRBd-zsFv__E" target="_blank"></a><strong><span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#000066;"> </span></strong></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-16958024776554205742008-06-22T11:40:00.008+02:002008-06-23T16:53:51.817+02:00La puzza sotto il naso<a href="http://bp2.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SF6vYTYR-UI/AAAAAAAAAQ8/a5INyiefaMw/s1600-h/18.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214798250595449154" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SF6vYTYR-UI/AAAAAAAAAQ8/a5INyiefaMw/s320/18.jpg" border="0" /></a><br /><div align="justify"><strong><span style="font-family:georgia;color:#330099;">C'è molta gente dalla puzza sotto il naso. Con il passare del tempo forse un giorno cambierà, dopo averlo sbattuto contro qualche imprevisto incidente di percorso, ma intanto va sopportata. </span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="font-family:georgia;color:#330099;">Tra la marea crescente di <em>signorini soddisfatti</em> come avrebbe detto <em>Ortega y</em> <em>Gasset</em>, i quali credono di tutto sapere e reclamano diritti inesauribili alla conquista della società, una nutrita schiera alligna tra i cosiddetti intellettuali e la loro sottospecie giornalistica. </span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="font-family:georgia;color:#330099;">Ma anche tra le persone comuni, presenti nelle nostre relazioni quotidiane, si è fatta strada, da qualche decennio, questa mentalità legata ad un'eccelsa presunzione, tanto più consistente, quanto più larghe sono le buche della propria ignoranza.</span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="font-family:georgia;color:#330099;">Noi siamo, a dispetto delle apparenze, un popolo arretrato e retrivo, colmo di superstizioni e pregiudizi mentali, insuperbiti da un benessere fasullo, quasi tutto originato da <em>bluff</em> finanziari, composto quindi di lustrini e specchietti, come dimostra la crisi economica in atto, dove chi è più furbo la fa quasi sempre franca ed, inorgogliendosi delle proprie bravate, si ritiene autorizzato a disprezzare il prossimo, specialmente quando si trova di fronte a soggetti ancora dotati di buon senso e, consci dei propri limiti, non avvezzi a fare, come si diceva un tempo, il passo più lungo della gamba.</span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#330099;">Le antiche virtù sono scomparse e quelle tipiche della piccola borghesia o dei ceti popolari sono state sostituite, grazie ai mass media dominati dalla volgarità e ad una scuola ricettacolo di tutte le bassezze del consorzio sociale, dalla volontà di sopraffazione per coltivare l'arrivismo ed il facile guadagno: Il denaro è la merce di scambio più utilizzata e sul mito della ricchezza ad ogni costo ormai si misura la vita.</span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#330099;">L'esistenza ha perso del tutto o quasi il fascino dell'avventura, il richiamo della bellezza, l'aspirazione alla realizzazione spirituale di sé, l'apertura verso il mondo, il rispetto dovuto all'altro, oltre che alla propria individualità. </span></strong></div><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#330099;">Oggi si tende invece </span></strong><strong><span style="color:#330099;">a lasciare sempre meno spazio a quanti non vogliano soggiacere alla prepotenza e all'arroganza,alla </span></strong><strong><span style="color:#330099;">violenza morale , a volte, velata dall'ipocrisia sociale, altre volte, scoperta e brutale.</span></strong></div><br /><br /><div align="justify"></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#330099;"></span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="font-family:georgia;color:#330099;"></span></strong></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-64376009073390020112008-06-02T20:28:00.003+02:002008-06-02T20:46:39.747+02:00ARCHEOLOGI VERI O PRESUNTI?<a href="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SEQ--8Yae9I/AAAAAAAAAMw/cjA1Et1Sp9g/s1600-h/arciere%2520con%2520scudo%2520fisso.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207356320228473810" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SEQ--8Yae9I/AAAAAAAAAMw/cjA1Et1Sp9g/s320/arciere%2520con%2520scudo%2520fisso.jpg" border="0" /></a><br /><div><div align="justify"><em>"</em><strong><span style="color:#000099;"><em>NURAGICI E BALENTES"</em><br />Il Prof Carlo Maxia è un noto studioso di archeologia, dotato di <em>appeal</em> e <em>sense of humour. </em></span></strong></div><strong><span style="color:#000099;"><em><br /><div align="justify"></em>Potreste tranquillamente definirlo un esemplare dell'etnia <em>anglo-sarda-araba</em>, una rara specie dedita alla ricerca ed allo stesso tempo attenta al mondo concreto: personaggi che vedono il mondo con gli occhi dinsincantati degli intellettuali, ed ancor più la storia come inesauribile avvicendarsi di poco <em>epiche </em>costumanze. </div><div align="justify"> </div><div align="justify">Tant'è che nei suoi saggi acuti per interpretazione dei fatti e brillanti per il tono divertito con cui elabora le proprie teorie, il professore non esita ad andare controcorrente ed a lanciare le proprie frecce intrise di caustico pessimismo contro le teorie dominanti anche in campo scientifico. </span></strong></div><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;"></span></strong> </div><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Ora mi è capitato di leggere un lungo articolo(*) frutto dei suoi studi sulla religiosità dei nuragici, con il quale fa piazza pulita dei luoghi comuni, che trovano tuttora largo riscontro in una certa idea del popolo sardo e della terra antica a forma di sandalo.<br /></div></span></strong><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Non esiterò a tornare sull'argomento se sarà il caso.<br /></div></span></strong><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Però contro la <em>balentìa </em>ancora imperante nell'isola, come categoria culturale ed etica, il docente non è d'accordo e si vede lontano un miglio. </span></strong></div><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">I <em>protosardi</em> non solo erano piccoli di statura, ma furono conquistati in un batter di ciglio dai cartaginesi, divenendo loro schiavi o, nella migliore delle ipotesi, loro piccoli mercenari.</span></strong></div><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;"></span></strong></div><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Secondo lui, poi, il riso <em>sardonico </em>non aveva nulla di profondo, come qualcuno tentò di dire: era semplicemente dovuto all'uso di una sostanza <em>psicotropa,</em> che rendeva intontiti e produceva le smorfie rappresentate dalle maschere antiche ( e qui il Prof. Maxia cita un altro sardo colto e spiritoso come il Prof. Gessa). </span></strong></div><strong><span style="color:#000099;"><div align="justify"> </div><div align="justify">Infine, questi nuragici non facevano bronzetti, perché troppo poveri (avevano lo stagno, ma non il rame), né s'interessavano a guerre o scorribande tali da impensierire i conquistatori che si succedettero nell'isola. </div><div align="justify"> </div><div align="justify">L'unico vanto che ad essi può esser concesso è che fossero religiosi e molto devoti agli antenati ed al dio Sole (!), non tanto al<em> Sardus Pater</em> ad altre divinità di stampo classico od ellenistico, come la fantasia di altri scrittori ha fatto propendere a credere. </div><br /><div align="justify">Sacrificavano col sangue del<em> toro</em> sulle migliaia di are sacrificali sparse un po' ovunque in Sardegna, venerando l'acqua (i famosi "pozzi sacri" derivano da quest'attitudine) ed i pascoli per le greggi. </div><br /><div align="justify">Se qualche assonanza può rintracciarsi con altrettanto antiche popolazioni, esse vanno rintracciate non con i <em>celti </em>e gl' <em>indoeuropei,</em> ma con alcune tribù africane....., peraltro non cannibaliste, ci pare di capire. </div><div align="justify"> </div><div align="justify">Bene. </div><br /><div align="justify">Il testo da cui ho tratto queste asserzioni, più o meno colorite, risale agli anni settanta. In esso si criticano ancora le amministrazioni pubbliche cagliaritane per il disordine imperante in città. </div><br /><div align="justify">Oggi mi pare che qualche progresso ci sia stato, fino a definire Cagliari, nonostante i tempi, una delle più belle, pulite ed ordinate città del mediterraneo.</div><br /><div align="justify">Ignoro per il momento se analoghi passi avanti nella ricerca archeologica e negli studi etnologici siano stati fatti, per non deprimere troppo i cultori di <em>Shardana</em>, nonché i <em>balentes</em> di ieri e di oggi.</span></strong><a href="http://byfiles.storage.live.com/y1p2mYXSB74BWE1dvhfNbbK6KAdJegB-36HXjKYhr8w5jUTlGiU-qzIzs5R7xl3c49NeVS0oM6JM7c" target="_blank" _fcksavedurl="http://byfiles.storage.live.com/y1p2mYXSB74BWE1dvhfNbbK6KAdJegB-36HXjKYhr8w5jUTlGiU-qzIzs5R7xl3c49NeVS0oM6JM7c"></a><strong><span style="color:#000099;"><br />------------------------------------------------<br />(*)Carlo Maxia, Religiosità dei nuragici ed are sacrificali, Rendiconti del Seminario di Scienze dell'Università di Cagliari, fasc. 3\4 1974.</span></strong></div></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-72798486694658194922008-05-29T11:08:00.010+02:002008-05-30T19:49:45.138+02:00L'Ussaro ed il solstizio d 'estate.L'Ussaro Cattabiani.<a href="http://bp2.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SEA-JZKbT0I/AAAAAAAAAMY/Q-R5Z8QpCgM/s1600-h/cattabiani.gif"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206229500334657346" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/SEA-JZKbT0I/AAAAAAAAAMY/Q-R5Z8QpCgM/s320/cattabiani.gif" border="0" /></a><br /><div align="justify"><span style="color:#000099;"><strong>L'approssimarsi del solstizio d'estate mi ha fatto tornare all'<em>Ussaro</em>, uno dei miei blog preferiti.</strong></span></div><br /><br /><div align="justify"><span style="color:#000099;"><strong>A dire il vero l'occasione mi è stata data da un <em>post </em>letto su<em> blogger</em> in ricordo di <em>Alfredo Cattabiani</em>, sulla pagina web curata dalla moglie, <em>Marina Cepeda Fuentes,</em> dal titolo, intrigante e divertente,<em> "Che cosa bolle in pentola?"</em></strong> </span></div><br /><br /><div align="justify"><span style="color:#000099;"><strong></strong></span></div><br /><br /><div align="justify"><span style="color:#000099;"><strong>La signora, dotata di senso dell'umorismo e di brillante intelligenza, possiede anche altre due doti non comuni, che sono la semplicità e la sensibilità (non smancerosa, ma essenziale e profonda), derivanti forse dalla sua origine spagnola.</strong></span></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;"></span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Ho letto per caso l'articolo con cui ella ricordava con malinconia l'anniversario della scomparsa di suo marito, esteta ( nel senso migliore e raffinato del termine), cultore delle tradizioni, ed irripetibile organizzatore culturale controcorrente.</span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;"></span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Uomo<em> esemplare</em> per l'anticonformismo ed il coraggio intellettuale con cui nell'arco di una vita (purtroppo non lunga) ha combattutto luoghi comuni e pregiudizi, conformismi feroci e mode insulse, <em>Cattabiani</em> mi era noto dai tempi di una rivista ora introvabile "<em>Pagine Libere</em>", cui, ai tempi dell'università, ero abbonato. </span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;"></span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Ricordo ancora come su quella pubblicazione compiva il primo passo per superare la politica spicciola e dirigersi verso riflessioni <em>metafisiche</em>, sulla scia degl'insegnamenti di <em>Augusto del Noce</em>. </span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;"></span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">E poi mi ritorna alla mente la sua partecipazione (inaudita ai tempi del <em>postsessantottismo</em> ) ad una trasmissione della terza rete Rai, dedicata al commento mattutino dei giornali, nella quale si era autodefinito "Il grillo parlante", dopo aver accennato al suo tardivo ingresso nel mondo giornalistico, superando gli esami, per l'iscrizione all'albo, alla bella età di quarantanni, lui che già aveva alle spalle un'importante attività di direttore editoriale presso le case editrici<em> L'Albero</em> e<em> Rusconi</em>.</span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;"></span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Proprio alle <em>Edizioni dell'Albero</em> e ad <em>Alfredo Cattabiani</em>, il quale ne curò l'introduzione in Italia per la prima volta, devo la scoperta di uno dei più noti <em>Hussards</em>, <em>Roger Nimier</em>, con il suo pregevolissimo romanzo "<em>Giovani Tristi</em>", che rimane ancora uno dei libri migliori di quella splendida scuola di letterati e di scrittori anti- ideologici.</span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Ho continuato per anni a seguire le gesta di Cattabiani, anch'egli Ussaro e Moschettiere (i suoi baffi alla D'artagnan, oltre tutto, autorizzavano l'appellativo) della carta stampata, privo di preclusioni ideologiche e con una sete inesauribile di sapere e la testarda volontà di diffondere idee non convenzionali.</span></strong></div><br /><div align="justify"><br /></div><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Gli sono rimasto legato anche non condividendone sempre i punti di vista, dettati sempre dal cuore e dalla mente e mai condizionati da opportunismi.</span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;"></span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Il giorno in cui m'imbattei nel blog di <em>Marina Cepeda Fuentes</em>, cercavo di rintracciare </span></strong><strong><span style="color:#000099;">qualche testo di<em> Alfredo</em>, dedicato alla centralità dell'uomo e alla coltivazione delle qualità umane più pregevoli, in quanto inscrivibili in una sorta d'impermanenza, come caratteri indelebili, nonostante il trascorrere del tempo e la caducità dell'esistenza, nella memoria individuale e collettiva.</span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;"></span></strong></div><br /><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000099;">Sarà stata una di quelle coincidenze casuali, che ci muovono inconsapevolmente verso l'alto, per nuove conquiste o per riscoperte intellettuali, da cui trarre altri frutti, favoriti dall'incipiente solstizio d'estate.</span></strong> </div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-30475984620103397232007-12-24T23:41:00.000+01:002007-12-24T23:47:21.705+01:00Auguri<a href="http://bp0.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/R3A22aHl4LI/AAAAAAAAAKU/RixKm6MqPcE/s1600-h/quakingaspenmountmorangfl0.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147674682436477106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/R3A22aHl4LI/AAAAAAAAAKU/RixKm6MqPcE/s320/quakingaspenmountmorangfl0.jpg" border="0" /></a><br /><div align="center"><strong><span style="color:#ff0000;"></span></strong></div><br /><div align="center"><strong><span style="color:#ff0000;"></span></strong></div><br /><div align="center"><strong><span style="color:#ff0000;"></span></strong></div><br /><div align="center"><strong><span style="color:#ff0000;">Buon Natale e Buon Anno.</span></strong></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-9468430499376708972007-12-17T20:28:00.000+01:002007-12-17T20:33:42.361+01:00<a href="http://bp1.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/R2bPDKHl4JI/AAAAAAAAAKE/7jT_C38FAnY/s1600-h/dalai_lama.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145027277480124562" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/R2bPDKHl4JI/AAAAAAAAAKE/7jT_C38FAnY/s320/dalai_lama.jpg" border="0" /></a><br /><div align="center"><span style="color:#660000;"><strong>Che bello vedere <em>Bertinotti </em>che riceve il <em>Dalai Lama</em>!<br />Sembra di assistere ad una scena memorabile.</strong></span></div><span style="color:#660000;"><br /><div align="center"><br /><strong>L'ex maoista, Presidente della Camera, sfodera sorrisi accattivanti, ma con un occhio particolarmente trasversale, intervistato dal grandioso<em> tg3</em>, che definisce "vivace" "il vecchietto" a capo del<em> Tibet</em> in esilio, ci tiene a precisare che Sua Santità non vuole la separazione dalla <em>Cina</em>, ma solo l'autonomia del suo Stato, il quale - non dimentichiamolo - fu invaso dalla stessa<em> Cina</em> nel 1953, colonizzato, in tutti questi decenni, dal regime comunista cinese, che aveva ed ha un solo scopo: la sua distruzione.</strong></div><br /><div align="center"><br /><strong>E' soddisfatto <em>Fausto</em>.</strong></div><br /><div align="center"><br /><strong>Come a dire: "in fondo non vuole ribellarsi, ma dialogare. E' dialogo è sempre la cosa migliore". </strong></div><br /><div align="center"><strong>Siamo tutti in pace... </strong></div><br /><div align="center"><br /><strong>Comodo ragionamento, quando si ha a che fare col gatto che gioca col topo.</strong></div><br /><div align="center"><strong></strong></div><br /><div align="center"><strong>Ma questo non si dice.Sarebbe scorretto nei confronti di un grande impero con cui facciamo affari, nonostante la vituperata globalizzazione e i danni all'ambiente, che il colosso giallo infligge al resto del mondo.<br />Provate a chiedere all'elegante rifondarolo comunista se è capace di proporre di boicottare le olimpiadi per protesta e per segnalare la forte necessità di garantire un'autonomia effettiva del <em>Tibet</em>, proteggendo la cultura e la religione di quel paese, a cui perfino s'impone per decreto del governo cinese il prossimo <em>Dalai Lama</em>.</strong></div><br /><div align="center"><br /><strong>Figurarsi.</strong></div><strong><br /><div align="center"><br />Da noi si gioca a biliardo davanti all'orrore della persecuzione sistematica al subdolo o manifesto genocidio dei buddisti.</div><br /><div align="center"><br />Facciamo qualche gesto rispettando il<em> fair play</em> fasullo della politica politicante, per apparire liberali di fronte ad un'opinione pubblica distratta, in cerca di una via per sopravvivere alla casta.</div><br /><div align="center"><br />E, dopo la carambola, continuiamo a fare affari sporchi con la <em>Cina</em>.<br /><br />E' pur sempre cosa rossa, no?</strong></span></div><a onclick="return false;window.open(this.href, '_blank', 'width=232,height=241,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false" href="http://impertinente.blog.lastampa.it/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/12/13/cina.gif" _fcksavedurl="http://impertinente.blog.lastampa.it/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2007/12/13/cina.gif"></a><br /><span style="color:#660000;"></span>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-4069744777731063452007-12-06T19:21:00.000+01:002007-12-06T19:27:31.426+01:00Nuovi rapporti<a href="http://bp0.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/R1g-INmWW5I/AAAAAAAAAJo/LBpBJngfw6E/s1600-h/AATQFQACAIYTBAACAGNBTRWCAUHJ6ATCAX8IYUYCAHQZM19CATFJLL6CA2B9EP1CA66T8ATCADAF922CAF4Y4JUCAND2CCSCA7DMMN0CANV5ACECATCT6OLCAILEOL9CAVYXR5NCAHDXWSBCAQBHHE5.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140927285453806482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/R1g-INmWW5I/AAAAAAAAAJo/LBpBJngfw6E/s320/AATQFQACAIYTBAACAGNBTRWCAUHJ6ATCAX8IYUYCAHQZM19CATFJLL6CA2B9EP1CA66T8ATCADAF922CAF4Y4JUCAND2CCSCA7DMMN0CANV5ACECATCT6OLCAILEOL9CAVYXR5NCAHDXWSBCAQBHHE5.jpg" border="0" /></a><br /><div align="center"><br /><span style="color:#cc0000;"><strong>Renato Mannheimer ha presentato le sue proiezioni sulle percentuali di voti che i vari partiti potrebbero raccogliere in caso di elezioni nell’ipotesi di una riforma o col proporzionale tedesco o con quello spagnolo.<br />Certamente i risultati proposti al pubblico sono tutti da verificare. Ma se con buona approssimazione i partiti di centro-destra si presentassero disuniti, Il nuovo movimento di Berlusconi difficilmente raggiungerebbe da solo il quorum per governare, mentre il Partito Democratico sarebbe quello di maggioranza relativa intorno al 46%.<br /><br />Che cosa si può dedurre per il futuro dei moderati? Che occorre instaurare nuove alleanze con i vecchi partiti della Casa della Libertà, Lega esclusa, per competere con possibilità di successo con il centro-sinistra.<br /><br />Il cavaliere farebbe bene a riallacciare i rapporti con gli ex alleati e dar vita al popolo della libertà senza ulteriori indugi.<br /><br />Molti devoti sostenitori della svolta del predellino, ritengono di potercela fare da soli confidando nell’accordo tra Silvio e Walter, magari nella prospettiva di una grande coalizione. E guardano con dispetto ad una ricucitura con Casini e Fini, magari facendo qualche passo indietro rispetto ad una rifondazione popolare di Forza Italia, che peraltro non può procedere al suo scioglimento, ma semplicemente confluire nel nuovo contenitore politico come dovrebbero fare AN e UdC.<br /><br />Solo con la riunificazione del centro-destra ed una compatta mobilitazione elettorale il leader dell’opposizione può vincere la battaglia, sfruttando anche le opportunità referendarie.<br /><br />La maggioranza degli elettori di quest’area non vuole liti da cortile.<br />Quando dico che non ci vogliono "liti da cortile", intendo riferirmi al superamento delle contese meramente personalistiche, che non tengono conto della reale volontà dei moderati. E' un lusso che non ci si può permettere, se si vuol superare l'attuale impasse, evitando il ritorno alla prima repubblica.Vi pare che ci siano senza pecche tra i capi dei partiti della vecchia CdL?<br /><br />C’è qualcuno che ritiene veramente che il cavaliere non abbia commesso qualche imprudenza nello "strappo", disorientando in parte, anche, i propri elettori e snobbando collaboratori di riguardo come, Ferdinando Adornato? Il laboratorio creato con la fondazione liberal merita diessere trascurato, dopo anni di sapiente tessitura culturale, per elaborare un programma comune a tutte le componenti del centro-destra?<br />Senza idee e programmi di ampio respiro non si mantiene il consenso. Gli umori della folla vanno incanalati e corroborati da valori e progetti di livello elevato. Se il popolo della libertà vuole consolidare ed aumentare la propria presenza nella società e al governo deve rappresentare un’alternativa credibile ed efficace coinvolgente nei confronti della sinistra. Altrimenti sarà una copia riverniciata di Forza Italia, con gli stessi difetti partitocratrici.<br /><br />E poi non vi sembra che un programma condiviso e l‘esposizione di princìpi chiari ed iniziative da assumere nei prossimi mesi sia il modo migliore per fare i conti con i vecchi alleati, sconfiggendo gli alibi dei possibili nuovi partner.<br /><br />Io penso che, per vincere le battaglie, ci sia necessità di una strategia e non solo di una tattica e finora il cavaliere ha fatto solo mosse tattiche.<br />Il disegno strategico, per la concreta costruzione del "nuovo progetto politico", a mio avviso, non è ancora chiaroed ho l'impressione che, all'interno del neonato movimento, crescerà l'incertezza, se non si terrà conto delle percentuali di voto da raccogliere, con l'apporto degli altri partiti dell’ex Casa della Libertà, per ottenere la maggioranza alle elezioni.<br />I sondaggi sulle tendenze dell'elettorato, svolti da Mannheimer, reclamano, a tal fine una confluenza di AN e UdC, nel Popolo della libertà, per conquistare la vittoria.<br /></strong></span></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-86610245241531488172007-11-23T10:04:00.000+01:002007-11-23T11:22:02.701+01:00Il cavaliere e la gente<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/R0apci2QQNI/AAAAAAAAAGk/CzVD9fVb9ko/s1600-h/napo.gif"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/R0apci2QQNI/AAAAAAAAAGk/CzVD9fVb9ko/s320/napo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135978732918423762" border="0" /></a><br /><div style="color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">Intervistato ad </span><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Otto e mezzo</span><span style="font-weight: bold;">, il leader del partito della libertà crediamo abbia tranquillizzato i suoi sostenitori su buona parte degl 'interrogativi sorti all'indomani dell'annuncio di perseguire l'accordo per una legge elettorale proporzionale, insinuando alcuni dubbi sulla validità della scelta, anche tra chi aveva accolto entusiasticamente la nascita del nuovo movimento come strumento adatto per trarsi fuori dalla palude partitocratica.</span> <span style="font-weight: bold;">Il cavaliere ha ribadito il concetto fondamentale del <span style="font-style: italic;">bipartitismo</span> come pilastro del nuovo sistema da costruire con una nuova legge elettorale, ma non ha precisato in quali termini eviterà il formarsi di compagini di modeste dimensioni, destinate a condizionare il parlamento nella formazione e nella vita dei governi.</span> <span style="font-weight: bold;">Non credo che sfugga alla sua intelligenza politica che i patti elettorali tra i partitini possano superare con relativa facilità le piccole soglie intorno al quattro, cinque per cento e, quindi, rientrare in gioco con gli stessi rischi del sistema attuale.</span> <span style="font-weight: bold;">Né pare una svolta significativa quella di delegare alle manovre parlamentari la scelta del<span style="font-style: italic;"> premier </span>e le sue allenze, utilizzando un po' troppo discrezionalmente la delega ricevuta dai cittadini, i quali desiderano soprattutto votare un programma ed un presidente del consiglio, per un periodo abbastanza lungo, tale da coprire la durata di una legislatura.</span> <span style="font-weight: bold;">Che senso ha votare, per poi vedere manipolare la propria scelta con accordi che non tengono conto degl'indirizzi assunti, sui grandi temi della politica interna, estera, economico-finanziaria, dai partiti con i propri elettori?<br /><br />Come si potrebbero realizzare le aspirazioni dei liberali, dirette a restituire allo Stato le funzioni fondamentali, limitandone l'interventismo, con quelle dei sostenitori dell'allargamento della protezione statale?</span> <span style="font-weight: bold;">La motivazione principale del consenso al gesto di Berlusconi consiste proprio nell'aspettativa che l'Italia divenga una democrazia avanzata e non rimanga un paese di sudditi, come le manifestazioni dell'antipolitica hanno prepotentemente messo in luce.<br /></span><span style="font-weight: bold;">Le dichiarazioni di piazza<span style="font-style: italic;"> S.Babila</span> sono state accolte come l'espressione di una rivolta del popolo moderato contro le aberrazioni del sistema partitocratico e contro le caste, nella speranza che l'unico<span style="font-style: italic;"> leader</span> non professionista della politica faccia proprie le istanze della gente comune, per un cambiamento serio, effettivo delle istituzioni, senza dimenticare le differenze esistenti tra una nazione e l'altra in Europa e fuori.</span> <span style="font-weight: bold;">Una veste costituzionale adatta ad un popolo non lo è per un altro.</span> <span style="font-weight: bold;">Gl'italiani non sono i tedeschi.</span> <span style="font-weight: bold;">La vocazione al trasformismo è una <span style="font-style: italic;">tabe </span>antica, i particolarismi, i personalismi della classe politica sono sotto gli occhi di tutti.</span> <span style="font-weight: bold;">La distinzione e la dialettica tra governo ed opposizione, essenziali per il sistema democratico verrebbero immediatamente compromesse da una "grande coalizione", che mentre costituisce in Germania un'eccezione, in Italia si presenta come versione aggiornata del "compromesso storico", esempio certamente non edificante nella nostra storia parlamentare.<br /><br />Non per nulla tra i più convinti fautori della legge eletterole alla tedesca c'è niente meno che Fausto Bertinotti...</span> <span style="font-weight: bold;">Qualche giorno fa <span style="font-style: italic;">Daniele Bellasio</span>, vice-direttore del "Foglio", si augurava sullo stesso quotidiano che Silvio raccontasse una bugia nel rendersi disponibile al proporzionalismo.<br /></span><span style="font-weight: bold;">Che la sua sia una tattica, ce lo auguriamo anche noi, nell'interesse della gente che rappresenta, la quale siamo certi vorrebbe percorrere la strada maestra e senz'ambiguità del <span style="font-style: italic;">referendum</span> elettorale.</span> </div><div style="text-align: justify;"><br /></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-5826542683977284962007-11-22T13:43:00.000+01:002007-11-22T13:50:15.977+01:00Una primula all'Università<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/R0V69S2QQMI/AAAAAAAAAGc/i3O2uJ5ZIP4/s1600-h/LesQuatreMousquetairesGravure.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/R0V69S2QQMI/AAAAAAAAAGc/i3O2uJ5ZIP4/s320/LesQuatreMousquetairesGravure.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135646143535923394" border="0" /></a><br /><p align="center"><span style="font-family:Georgia;font-size:130%;color:#000080;"><strong>Fu al tempo dell’università. </strong></span></p> <p align="center"><span style="font-family:Georgia;font-size:130%;color:#000080;"><strong>Correva l’anno 1968. </strong></span></p> <p align="center"><span style="font-family:Georgia;font-size:130%;color:#000080;"><strong>Mitico, meno mitico.</strong></span><span style="font-family:Georgia;font-size:130%;color:#000080;"><strong>Rivoluzionario o no. </strong></span></p> <p align="center"><span style="font-family:Georgia;font-size:130%;color:#000080;"><strong>Chi può dirlo oggi con vera conoscenza del clima e dell’ambiente studentesco?</strong></span></p> <p align="center"><span style="font-family:Georgia;font-size:130%;color:#000080;"><strong>Credo pochi.</strong></span></p><span style="font-family:Georgia;font-size:130%;color:#000080;"><strong> <p align="center">Per molti fu un anno di letizia e di allegre scorribande fra le aule occupate, più per imitazione che per scelta meditata.</p> <p align="center">Mi trovai un giorno davanti al cancello d’ingresso della facoltà di legge, chiuso con un lucchetto dall’interno.<br />Non si poteva entrare.</p> <p align="center">Dovevo rispondere all’appello di non so quale esame, e mi trovai di fronte a una diecina circa di studentelli ben vestiti e ben pasciuti, iscritti, per tradizione familiare, alla mia stessa sede, provinciale, tranquilla, ben organizzata con pochi frequentatori, posti in grado di seguire da vicino, in piccole aule da non più trenta- cinquanta persone, docenti e lezioni.</p> <p align="center">I figli di papà facevano la rivoluzione <em>snob</em> e noi che dovevamo studiare e superare i colloqui per arrivare alla laurea, eravamo tenuti fuori.</p> <p align="center">Ci era impedito l’accesso perché,<em> lorsignori</em>, dovevano fare baruffa, e passare giocosamente il tempo, sentendosi un po’ <em>giacobini</em>.</p> <p align="center">Noi eravamo quattro o cinque in quel momento, provenienti dalla casa dello studente, o arrivati con la macchina o col treno dalle cittadine più o meno lontane per fare il nostro dovere.</p> <p align="center">I padroni della situazione potevano permettersi altri lussi: studiare quando volevano, presentarsi nella sessione che più gradivano. Intanto erano lì ad innalzare cartelli incomprensibili, inneggianti all’occupazione contro i baroni e per il diritto allo studio (sic!).</p> <p align="center">Che fare? </p><br /><p align="center">Mi diressi verso le sbarre d’ingresso e vidi una faccia rossastra di un collega più anziano, figlio di un avvocato conosciuto in città ed esponente dell’intesa universitaria , un partito che aderiva all’opera di boicottaggio, sbarrando il passo a professori, rettore ed altri ignari studenti.</p> <p align="center">Mi avvicinai ancora e lo apostrofai, dicendogli, tra un’asta metallica e l’altra, che io dovevo entrare per sostenere l’esame. </p> <p align="center">Mi disse, tracotante, che non si passava e che l’avrebbero deciso loro quando si poteva avere libero il passaggio.</p> <p align="center">Aveva graziosamente in mano i quattro codici della <em>Hoepli,</em> dotazione necessaria per ogni aspirante alla laurea in diritto.<br />Dalla giacca blu di buon taglio fuoriusciva un’elegante cravatta <em>regimental</em>. Un ciuffo di capelli rossi lunghi pendeva sul lato sinistro della fronte, punteggiata di efelidi e piccole escrescenze.</p> <p align="center">Ripetei che io e i miei amici avevamo deciso di dare l’esame e che dietro di noi, in atto di scendere dall’auto blu, c’era il rettore , impegnato nella discussione delle tesi.</p> <p align="center">Cominciò a sbraitare, squittendo di non rompergli i cosiddetti, perchè quella decisione era ormai inoppugnabile, aggiungendo col pugno chiuso che, ad insistere, rischiavamo le <em>botte.</em></p> <p>Allungai una mano sul bavero della giacca, traendo verso di me la sua testa, che s’incastrò, quasi perfettamente, tra le sbarre, mentre, con l’altra, mi appropriai del ciuffo pendente, destinato ad essere il mio <em>scalpo</em>.</p> <p align="center">Gli urlaii, sillabando con forza dentro l’orecchio sinistro, che avrebbe dovuto aprirci l’ingresso, se voleva liberare la sua testa dal cancello, a cui nel frattempo avevo annodato la splendida cravatta. </p> <p>Gemette per il dolore al collo e al cuoio capelluto, facendo scivolare i codici, divenuti inutili, sul gradino della scala d’accesso, e immediatamente dopo si convinse di spalancare i cancelli, che rimasero finalmente aperti per tutti.</p> <p align="center">Ero reduce da una lezione di <em>filosofia del diritto</em>, tenutasi il giorno prima, a cura di un professore emerito , tutta dedicata al concetto della libertà e della fede nella persona umana, come soggetto autonomo della comunità civile.</p> <p align="center">Mi aveva colpito la profondità dei concetti espressi con fermezza dal vecchio docente, il quale invitava i giovani ad avere fede nelle proprie convinzioni e a difenderle con senso di responsabilità.</p> <p align="center">Mi sentii come la <em>primula</em> dei romanzi di <em>cappa e spada</em> nel momento in cui, in coerenza con l’insegnamento ricevuto, ero riuscito con le" buone maniere" a rintuzzare la violenza di chi" lottava" per impedirci di proseguire nel piano di studi e ad aprire il varco ai colleghi, ben intenzionati a laurearsi senza perdite di tempo prezioso, che non potevamo permetterci.</p> <p align="center"><span style="font-family:Georgia;font-size:130%;color:#000080;"><strong></strong></span></p> <p align="center"><span style="font-family:Georgia;font-size:130%;color:#000080;"><strong></strong></span></p><br /><br /><br /><br /><br /><br /><p align="center"><span style="font-family:Georgia;font-size:130%;color:#000080;"><strong></strong></span></p><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /></strong></span>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-62601590903845894372007-11-15T13:15:00.000+01:002007-11-15T13:16:50.116+01:00Che pena "Anno Zero"!<div align="justify"><br /><strong><span style="color:#cc0000;">Nell’ultima trasmissione di Michele Santoro è stata scritta una delle pagine più penose della televisione di Stato, destinata a svolgere un servizio pubblico, finanziato forzosamente col canone degli abbonati, i quali però non possono interferire minimamente sulle scelte dei programmi, i quali risultano pertanto imposti dal consiglio di amministrazione per ragioni esclusivamente ideologiche o di partito.<br />Ora, credo che a nessuno possa essere sfuggito il fatto che il presentatore miliardario di Anno Zero si sia allestito una centrale di propaganda comunista, grazie ad un’équipe di collaboratori tanto ideologizzata quanto ignorante, con alcuni apporti di personaggi discutibili dal punto di vista morale e professionale, ma in grado di svolgere la funzione di agit-prop, per la grande causa della rivoluzione e della lotta di classe. In più qualche utile idiota si presta, una puntata sì e l’altra no, a fare il gioco del burattinaio rosso, rimanendo il più delle volte buscherato nella propria dignità e credibilità.<br />Nella serata dedicata ad Enzo Biagi c’era d’aspettarsi la solita provocazione all’intelligenza e al buon gusto, ma si è voluto strafare, per eccesso di bile, di rabbia antropologicamente congenita nel compagno trinariciuto, indefesso portatore di malafede, menzogne, falsità, malcelati complessi d’inferiorità ed insopprimibile carica di violenza nei confronti dell’avversario.<br />L'homo marxianus è portatore sano di bestiale malvagità nei confronti di chi non è allineato, non pensa per schemi, non ha portato il cervello all’ammasso dell’ideologia dogmatica, progressiva, onnipotente e salvifica di cui è fedele servitore a costo della vita (si fa per dire…) ed accresce la propria ferocia belluina, man mano che accumula ricchezza, ovviamente in modo parassitario, principalmente alle spalle del contribuente, servendosi di quelle sinecure, solitamente accordate a chi ha la fortuna di avere in tasca la tessera di un partito di regime, che consente di attingere a piene mani dalla munificenza di qualche inutile ente pubblico, segnatamente da Mamma Rai, con la conseguenza di maturare, per il denaro mal guadagnato, un acuto senso di colpa nei riguardi dei ceti deboli, al cui riscatto egli è paradigmaticamente preposto almeno a parole, convinto, da buon dritto, di poterla dare a bere al prossimo, salvando le apparenze.<br />La grande serata funebre, è stata un oltraggio prima di tutto per il grande giornalista scomparso, squinzagliando ai funerali i baffi da tricheco del fedele scudiero intervistatore, il quale in un attacco di monomania antiberlusconiana, chiedeva, a destra e a manca, tra i politici al seguito del feretro, che cosa volessero fare per risolvere il problema dei problemi del nostro paese, il conflitto d’interessi del capo dell’opposizione con le proprie televisioni.<br />Colti di sorpresa, i tapini parlamentari farfugliavano risposte senza senso, con lo sguardo attonito per la miserevole spudoratezza dell’inviato di Santoro, per il quale evidentemente il cordoglio per la dipartita di Biagi ed un minimo di rispetto per la forma erano semplici optional.<br />In studio, regnava un’aria semi-goliardica, con Travaglio, intento a tirar fuori dal suo vecchio repertorio battutine banalissime sui collaboratori mafiosi dell’ex presidente del consiglio e le smorfie grottesche della Guzzanti, tesa ad imitare se stessa, con un viso appesantito da un trucco degno della buonanima di Wanda Osiris, la quale, a commento dell’intervento dell’ingenuo cardinal Tonini, contestava la scelta intollerabile della Chiesa cattolica di beatificare i martiri dei massacri della guerra civile spagnola, in quanto aderenti (magari post mortem!) alla dittatura franchista.<br />A nulla serviva la presenza vaniloquente della parlamentare europea Gruber, che ricordava le lotte condotte all’interno della Rai per la vittoria della libertà di opinione, non si sa bene contro quali censure, considerato l’assetto bulgaro, pressochè costante dell’ente, così ben rappresentato proprio dall’ex conduttrice del TG2 e da un impacciatissimo Mentana, il quale, sistemato sul proscenio come un birillo, per evitare di essere colpito dalle palle di bowling degli interlocutori schierati a commemorare le vittime del centrodestra falciate con cinismo alla radiotelevisione, negli anni del governo Berlusconi, non trovava di meglio che cantare le gesta dei maestri di giornalismo, alla cui saggezza e competenza si era abbeverato, fin dalla più tenera età, all'interno della televisione pubblica, guardandosi bene dal rammentare le lottizzazioni dei partiti della prima repubblica, nel segno dell’immarcescibile compromesso tra Dc, Pci, Psi e la revanche presente, sotto la direzione dell’inamovibile Petruccioli.<br />Con un pizzico di protervia, avrebbe potuto anche chiedere dove sta scritto che la compagine che guida quel carrozzone politico-clientelare debba essere per diritto divino trasmessa da padri e figli della cosa rossa e debbano essere profumatamente pagati, senza merito alcuno, a spese dei cittadini.<br />Si è trattato, in definitiva, di uno spettacolino penoso, ma anche di una pagina di vergogna per chi non fa parte del popolo di beoti. <br /> </span></strong></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-6929927079379106992007-11-15T13:08:00.000+01:002007-11-15T13:11:21.330+01:00Ben tornato indimenticabile "Borghese"!<div align="justify"><br /><strong><span style="color:#ff6666;">Da pochi giorni in edicola è tornato “Il Borghese“.<br />Il glorioso periodico fondato da Longanesi e diretto, dopo la scomparsa del geniale maestro, da Mario Tedeschi, per numerosi anni affiancato dal fior fiore dell’intelligenza non conformista, si riaffaccia con periodicità mensile, nel segno della continuità con l’illustre tradizione, per la pervicace volontà di Claudio Tedeschi, suo nuovo direttore, determinato a ristabilire il prestigio della rivista paterna, assoggettata in passato a varie iniziative editoriali, fra le quali spicca, come più commendevole, quella di Vittorio Feltri, prima della nascita di “Libero“.<br />Ritrovare un Tedeschi alla guida del brillante giornale anarco - conservatore, vera fucina di libertà di pensiero e di coraggiose inchieste contro il malcostume politico, non può che essere una garanzia di qualità e di nuova linfa per la stampa “no politically correct” di cui il nostro paese ha estremamente bisogno, e speriamo che, tra vecchi (nobilissimi, come Isidori e Nistri) e nuovi valenti collaboratori, l’impresa consegua, pur tra le inevitabili difficoltà di chi non ha padrini e comparaggi di sorta, la fortuna che merita.<br />Ce lo auguriamo di cuore, perché l’ inimitabile e straordinaria testata, ha avuto, fra l’altro il merito di formare generazion di intellettuali impegnati a contrastare le verità prefabbricate della pubblicistica e della politica marxista e partitocratica, stimolando la critica e la ricerca dell’obiettività, contro la vigliaccheria dei trasformisti e dei camaleonti, degli opportunisti e di quanti hanno l’ unica aspirazione di correre in aiuto dei vincitori di turno o dei padroni del vapore.<br />Abbiamo ricordi preziosi legati alla giovanile lettura e possiamo dire, oggi, che se idee liberali e moderate hanno trovato spazio in Italia, molto lo si deve all’opera svolta dal “Borghese” nel seminare i propri princìpi di etica politica, di eterodossia nei confronti dei luoghi comuni, di costante apertura alla voce delle minoranze colte e nella rivalutazione di scrittori e pensatori che, altrimenti, nella programmata azione di disinformazione e di annientamento della cultura non ufficiale e non allineata col verbo catto-comunista, sarebbero rimasti esclusi o destinati all’oblio per sempre.<br />Aattraverso la monopolizzazione dell’editoria, dell’arte, del cinema, della scuola, della radio e della televisione, nonchè di tutti canali privilegiati per la massificazione dell’opinione pubblica, legati direttamente od indirettamente al PCI, quale nuovo principe, al quale rendere organicamente servigi, la strada per la conquista gramsciana della società e del potere appariva senza ostacoli, senza la resistenza, via via sempre più agguerrita, di una pattuglia di redattori ed una rete di esimi ed indomiti collaboratori, dotati di chiaro intelletto e di un patrimonio d’idee forti e non contrabbandabili per alcun motivo al mondo.<br />E così apparivano sistematimente, accompagnati da bordate memorabili di cannone, contro la banalità e l’arroganza dei potenti, gli articoli di firme prestigiose come quelle di Prezzolini, Montanelli, Ansaldo, Furst, Nemi, Preda, Buscaroli, Giovannini, Accame, Giusti, Scalero, Brin, Peirce, Beltrametti, D’Andrea, De Biase, Guareschi, Artieri, Cirri, Quarantotto, citando alcuni nomi soltanto.<br />Ho vivo, nella mia mente di liceale di allora, il successo di vendite e di diffusione raggiunto negli anni sessanta dall’ebdomario più compulsato e temuto d’italia, all’indomani della caduta del governo Fanfani per un’impudente ed improvvida intervista, favorita dalla moglie dell’allora presidente del consiglio, rilasciata dal prof. La Pira, sindaco prodigo e mistico della città di Firenze, a Gianna Preda.<br />Ed è stampata nella mia memoria l’inizio della collaborazione, durata fino alla sua morte, di Giovannino Guareschi, dopo la brusca interruzione delle pubblicazioni di quell’altro capolavoro giornalistico che fu il ”Candido“, abbandonato senza scrupoli , per ragioni di bassa cucina politica, dal commendator Rizzoli.<br />La penna del popolare scrittore emiliano contribuì a rendere “Il Borghese“ un caposaldo insostituibile nella battaglia culturale condotta nei confronti del clerico-marxismo, aprendo nuove vie alla libertà d’opinione non irregimentata dalla partitocrazia, anche con critiche spregiudicate agli schieramenti di destra, in nome di valori legati alla tradizione occidentale.<br />Bentornato, dunque, tra noi, indimenticabile “Borghese”!</span></strong> </div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-31930332706114769602007-11-15T13:03:00.000+01:002007-11-15T13:12:46.735+01:00La viltà dell'Occidente<div align="justify"><br /><strong><span style="color:#009900;">C'è qualcuno che ricorda la viltà dell'occidente, durante i moti della rivoluzione ungherese nel 1956 contro il regime comunista?Se non erro, la "ragion di stato" prevalse nel mondo libero: ero piccolo, ma la sensazione di una popolazione abbandonata a se stessa, mi è rimasta impressa nella memoria.In quella ed in tante altre occasioni, in cui le cosiddette "democrazia liberali" dovettero rimanere immobile, di fronte alle tragedie di popoli sottomessi e troppo deboli per vincere dittature repressive e sanguinarie ed omettere, anche soltanto, d' imporre sanzioni, magari simboliche, in segno di solidarietà con le vittime del totalitarismo, ho sentito il peso della sconfitta morale.<br />C'è voluto il crollo del muro di Berlino per consentire ai più di vedere e richiamare la verità, compresi gli ex o i post comunisti.Credo che il Capo dello Stato sia oggi sincero nei suoi atteggiamenti, così come era coerente nelle sue scelte sbagliate, durate oltre cinquantanni.Se non altro non ha perseverato nell'errore ed ha avuto il coraggio di compiere un gesto di contrizione, mostrando, nel complesso, nello svolgimento del suo incarico, la dignità del ruolo "super partes" ed il convinto rispetto per la nazione, col superamento della faziosità ideologica del suo vecchio partito.Quel che mi fa rabbrividere è chi oggi celebra la "rivoluzione d'ottobre", non avendo timore di apparire patetico e fuori dalla storia. E quel che m'indigna, ancora una volta, è l'inazione dei paesi occidentali di fronte all'imperversare delle violenze liberticide ed assassine nei confronti delle minoranze politiche e religiose.Mi riferisco agli ultimi esempi vergognosi della Birmania e della Cina nei confronti delle minoranze buddiste e del popolo tibetano.Questi stermini programmati (così come quelli contro i cristiani) possono perpetuarsi, nella pressoché totale indifferenza e non vengono minimamente contrastati, neppure boicottando adeguatamente le prossime olimpiadi, per quanto riguarda i crimini cinesi.Non è tanto l'odio che serve, ma il coraggio di combattere questi mali con la forza che necessita per tentare di cambiare le situazioni interne ed internazionali, proprio nel nome della verità e della libertà (non solo teorica).Ben vengano quindi le commemorazioni, ma cerchiamo d'imparare dalle lezioni del passato che non si difende lo stato (della libertà) "cum parole", come avrebbe detto Machiavelli, ma reagendo con i fatti, attivamente, con lucida consapevolezza e senso di responsabilità, individuale e collettiva, a quello che è sotto gli occhi di tutti, prima e dopo il crollo delle ideologie: il suicidio dell'occidente come sistema di valori universali.<br />P.S.<br />..... Ma è morta, a Budapest, anche la nostra “reazione”. Non ce n’era sulle barricate, fra i protagonisti del più bello e nobile episodio della storia europea di dopoguerra. Non ce n’era né in senso fisico, né in senso metafisico. La libertà e il socialismo che irrigidivano quelle folle nere e silenziose, compatte come macigni, contro il sopruso e l’aggressione, sono una religione nuova, incubata in un decennio di sofferenze, di cui noi non abbiamo l’idea, e che un giorno ci conquisterà: non facciamoci illusioni. Non perché essa porti “istanze” più moderne e originali, programmi più validi e arditi; ma perché porta, nell’affrontare i problemi, una serietà, un impegno, una decisione, una devozione, insomma un clima morale, di cui noialtri occidentali s’è perduto il ricordo.....<br />(“Esame di coscienza dinanzi al popolo ungherese” di Indro Montanelli, Corriere della sera, 25 novembre 1956) </span></strong></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-89213324446318634782007-10-22T12:25:00.000+02:002007-10-22T12:30:00.444+02:00Che tenerezza "la cosa rossa" !<a href="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/Rxx7jdPcAOI/AAAAAAAAAGU/DybqlPhR2Gc/s1600-h/change.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124106325115797730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/Rxx7jdPcAOI/AAAAAAAAAGU/DybqlPhR2Gc/s320/change.jpg" border="0" /></a><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#cc6600;">La sinistra pura</span> <span style="color:#cc6600;">ed intransigente è scesa finalmente in piazza per protestare - ufficialmente - non tanto contro se stessa ed i propri rappresentanti al governo, quanto per ribadire i propri princìpi ideologici e la validità della lotta di classe, nell'epoca del crollo delle ideologie e della globalizzazione.<br />Una manifestazione, quella di Roma, del tutto prevedibile e un po' patetica, tesa a nascondere, soprattutto, l'impotenza dei partiti comunisti a gestire il cambiamento traumatico, che ha portato il vecchio e nuovo proletariato dalle barricate, seppure metaforiche, contro il sistema capitalistico ( in nome di un inveterato marxismo - leninismo, da custodire, nei secoli a venire, come una teca sacramentale, anche dopo la caduta verticale dell'Urss), a collaborare col Potere, in una maggioranza variegata e folcloristica, dove c'è tutto ed il contrario di tutto e le proprie limitatissime chance mettono a rischio di grave perdita, fra l'elettorato più attento, consensi e credibilità.<br />Il corteo, con cartelli e striscioni dagli slogan per lo più prevedibili, e dichiarazioni dei leader scontate e banali è stato, quindi, una trovata un po' ingenua per ottenere un po' di autostima, nella speranza che l'investitura della massa (tutto sommato poco corposa) dei militanti possa apportare quella forza, mancante in parlamento, per modificare un programma non contrassegnato certamente da un sostegno ai ceti deboli, ma, piuttosto, espressione delle banche, del padronato assistito, dei grandi gruppi familiari con i loro giornali e gli altri strumenti di condizionamento dell' unione e di Prodi &amp; C.<br />Altro che nascita della "Casa Rossa" , altro che rivoluzione, altro che difesa dei più poveri, altro che giustizia sociale.<br />A vedere la decisa fisionomia dell'esuberante moglie del presidente della camera, intervenuta (manco a dirlo) a titolo personale, ed il simpatico muso da bull-dog dell'ex fascista Pietro Ingrao, si constata come nulla sia cambiato nella società e nella storia e come per i rappresentanti della classe operaia le lancette siano ferme ancora all'orologio del bolscevismo.<br />Gli arcaici schemi del comunismo, cosiddetto rifondato, ma, nella sostanza, sempre uguale a se stesso, hanno ormai una funzione anestetizzante e conseguono un effetto placebo.<br />Servono a rassicurare e confortare i poveri fedeli di una Chiesa distrutta, smarriti ma non rassegnati alla perdita della propria madre e di un'utopia sanguinolenta.<br />I temi della lotta al precariato, quelli per un' informazione libera, un sostegno sociale per i più disagiati, i giovani in cerca di occupazione e per quanti, giorno dopo giorno, divengono vittime sacrificali di un Cartello Bancario, capace soltanto di strangolare i cittadini con tassi usurai generalizzati, non sono appannanggio dei partiti della sinistra estrema.<br />Sono motivi di profonda insoddisfazione e rabbia per chi abbia a cuore il futuro del paese e delle nuove generazioni.<br />Il rinnovamento di un sistema sclerotizzato dal punto di vista economico e sociale, il quale ha prodotto finora l'oligarchia di caste piccole e grandi, passa attraverso l'aggregazione dei movimenti che si oppongono a questo governo corporativo e burocratico, liberticida e vampiresco.<br />Paradossalmente, le scritte inneggianti al ritorno di Berlusconi alla guida del parlamento, vere o fasulle che fossero nell'intento degli organizzatori, sembravano le più appropriate all'interno del raduno.<br />Per evitare il peggio e sperare in un cambiamento, realisticamente non resta altro che rivolgersi a chi, stando al di fuori dell'establishment plutodemagogico, interpreti l'antipolitica nel segno della società civile e delle riforme autenticamente liberali e popolari.<br />Per questo la "cosa rossa" fa tenerezza e merita tutta la comprensione possibile. </span></strong></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-85103738641992749152007-10-18T17:12:00.000+02:002007-10-18T17:15:15.455+02:00<a href="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/Rxd4XtPcANI/AAAAAAAAAGM/9V76snqKP9A/s1600-h/200503161536460_bicianimali.gif"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5122695449833898194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/Rxd4XtPcANI/AAAAAAAAAGM/9V76snqKP9A/s320/200503161536460_bicianimali.gif" border="0" /></a><br /><div align="center"><span style="color:#cc0000;"><strong>A leggere sui giornali le vicende private di un uomo pubblico c'è da sorprendersi.<br />Ci viene il dubbio che il matrimonio sia ormai un'istituzione inutile o d maneggiare con estrema cura, almeno in Europa, per ministri e capi di Stato.<br />Una volta si diceva che la moglie di Cesare dev'essere al di sopra di ogni sospetto!<br />Ora la regola non vale più.<br />Le mogli importanti, per una sorta di sadica forse inconsapevole vendetta nei confronti del potere esercitato dai mariti, non solo non nascondono le loro simpatie per altri uomini, altrettanto celebri come il coniuge od anche sconosciuti più o meno affascinanti, ma non nascondono neppure le proprie storie sentimentali, come nel caso di Cecilia, la moglie del Presidente francese, tanto da finire sulle prime pagine dei giornali per i tradimenti inflitti al legittimo consorte.<br />Non esitiamo a dire che si tratta di un peccato grave contro la morale pubblica, l'estetica, il buon gusto, il rispetto reciproco e contro l'amore per la patria così connaturata al popolo francese.<br />Scusate la retorica, ma noi solidarizziamo con Nicholas, che avrebbe meritato maggior scrupolo e maggiore attenzione da parte della sua first lady, dando la precedenza assoluta al divorzio sulle avventure sentimentali.<br />Sarebbe stato tutto più semplice se lo scioglimento del matrimonio, infatti, fosse avvenuto in sordina e prima degl'incarichi di prestigio conferiti al marito, tenuto conto che le debolezze delle femme in questione risultano commesse da un bel po' di tempo.<br />Ora, il personaggio dell'uomo politico più noto ed ammirato d'Europa, un uomo destinato a rinnovare le imprese di Charles De Gaulle ci sembra più fragile ed indifeso di fronte agli avversari e la sua immagine un po' appannata, per non aver saputo governare, da innamorato, le tresche della moglie financo a causa di un misero, insulso pubblicitario, benché charmant.<br />In altri tempi non sarebbe accaduto. La fedifraga sarebbe stata almeno ripudiata e mandata in esilio dorato all'estero per farsi dimenticare al più presto.</strong></span></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-92227613982244372102007-10-14T13:21:00.000+02:002007-10-14T13:28:34.443+02:00S'ode a destra...<a href="http://bp1.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/RxH9QtPcAMI/AAAAAAAAAGE/fX-IHQuxFII/s1600-h/98b0_1.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121152714761044162" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/RxH9QtPcAMI/AAAAAAAAAGE/fX-IHQuxFII/s320/98b0_1.jpg" border="0" /></a><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#000066;">Un forte segnale contro l'antipolitica è giunto ieri dall'imponente manifestazione tenutasi a Roma, al Colosseo, da <em>Alleanza nazionale</em> sui temi incandescenti dell'oppressione fiscale e l'esigenza di sicurezza nelle città e nel Paese.</span></strong></div><strong><span style="color:#000066;"><br /><div align="justify"><br />Finalmente qualcosa si muove nell'ambito della <em>Casa delle libertà</em> e la presenza dei circoli della <em>Brambilla</em> all'incontro nella capitale è un altro indizio della capacità di reagire all'immobilismo, che per troppo tempo ha caratterizzato il centro-destra, sollevando dubbi sulla sua esistenza reale nella società, tra la gente. </div><br /><div align="justify"><br />Il principe dei politologi dell'unione, l'onnipresente, onnisciente ed onnivoro professor <em>Giovanni Sartori</em> non ha mancato occasione di sottolineare, dagli spalti del<em> Corriere</em> e dalla televisione corriva l'avvento del grillismo come fenomeno salutare, capace di rinnovare la sinistra ormai decotta, anche in confronto ad una destra che "<em>pensa solo a fare i soldi!"</em> </div><br /><div align="justify"><br />Gli ha fatto eco il curiale<em> opinion maker</em> del capital-progressismo dalle colonne di <em>Repubblica</em> e dalla ribalta dei grandi circuiti mediatici dei poteri forti, nonché direttore del Mulino, <em>Edmondo Berselli</em>, raccomandando quel che rimane dell'elettorato radical chic di tenere presenti le istanze raccolte dal comico genovese, nella previsione della nascita della cosa nuova, il partito democratico, aggiornato strumento di potere per la <em>plutodemagogia </em>dei <em>Caracciolo - DeBenedetti &amp; Company. </em></div><em><br /><div align="justify"><br /></em>In questo panorama, vedere affluire in piazza cinquecentomila sostenitori dell'area moderata, esponenti della intramontabile maggioranza silenziosa, discendente diretta e più copiosa della marcia dei trentamila organizzata a Torino, alla fine degli anni ottanta, da <em>Sergio Ricossa, Antonio Martino e Gianni</em> <em>Marongiu</em>, rappresenta una riconquista della scena politica ed una sorpresa positiva da parte dell'opposizione, soprattutto se sarà seguita da una organizzazione articolata e coerente e da concrete, fattive iniziative tendenti a rinnovare sul serio, alla radice, la classe politica alternativa alla maggioranza governativa, sulla base della selezione delle qualità e dell'esempio virtuoso dei comportamenti, in vista di possibili consultazioni elettorali a breve termine.</div><br /><div align="justify"></div><br /><div align="justify">Al di fuori e contro la Casta (o le Caste) per venire incontro alle esigenze più profonde della comunità nazionale, che chiede disinteresse personale, onestà, spirito di servizio e senso dello Stato da parte dei rappresentanti politici, a tutti i livelli dell'amministrazione pubblica. </div><br /><div align="justify"><br />Ci sarà spazio per superare le contraddizioni e gli ostacoli della partitocrazia? </div><br /><div align="justify"><br />Tutto dipenderà da quanto, in campo, riuscirà a fare il popolo della<em> Casa delle</em> l<em>ibertà</em>, un movimento nato, ricordiamolo, per vincere le oligarchie di chi non avendo ideali, ma sete di potere, soffocava le energie del consorzio civile, all'ombra di <em>tangentopoli</em>. </div><br /><div align="justify"><br />Intanto ci pare che i temi sollevati da <em>Fini</em> costituiscano punti di un programma condivisibile e da perseguire col contributo di tutti gli appartenenti al centro-destra, per realizzare una svolta efficace ed attuare un ammodernamento effettivo del sistema: tassazione proporzionale ai servizi che lo Stato fornirà al cittadino; lotta per la legalità e contro le infiltrazioni mafiose nell'economia e negli apparati amministrativi e dei partiti; difesa della libertà e riforma della giustizia a fronte di un riconoscimento della responsabilità e dei doveri individuali; meritocrazia e solidarietà; istituzioni rivolte all'interesse nazionale e quindi superamento degli egoismi e delle conflittualità di classe; rinvigorimento della cultura anti-utopistica e post-sessantottina; una nuova disciplina dell'immigrazione dei lavoratori stranieri, che limiti la delinquenza e favorisca l'inserimento nell'ambito produttivo, a parità di diritti con i cittadini italiani, secondo le possibilità offerte dal mercato; un'attenta presa di posizione contro le speculazioni finanziarie del grande Capitale, funzionale, soprattutto, all'attuale Governo ed incentivi mirati per l'impresa, le famiglie, gli anziani ed i giovani. </div><br /><div align="justify"><br />Dalle parole del leader di<em> An</em> e dalle immagini di un pubblico intergenerazionale ed interpartitico, entusiata e motivato, si è avuta l'impressione che la riscossa della Politica vera, limpida, capace di ricreare ideali, con nuovi fermenti per un'Italia identitaria e futuribile, continuatrice di una rispettata tradizione storica e culturale nell'ambito europeo, sia ancora possibile. </div><br /><div align="justify"></div><br /><div align="justify">Sta alle varie componenti del "Partito della Libertà" sviluppare dal basso la scintilla di nuove aspettative ed impegni elevati, a dispetto della supponenza dei vari <em>Sartori</em> e <em>Berselli.</em></span></strong></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-77757323876453764602007-10-12T19:54:00.000+02:002007-10-12T20:00:16.070+02:00Ci sono giudici ad Hannover!<a href="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/Rw-2ItPcALI/AAAAAAAAAF8/_BvyVWjZ4oA/s1600-h/AV5BQN0CASQRS5WCA281WH1CAKNR7JWCAEOFRHQCA2ZQ93QCA7XLT91CACK617GCAQ15BKMCAVUOY16CA6R0HYACAMWC0TJCAZ5HPY3CA8VL0D6CAFK1NRPCAEY54XMCASTCNSZCAM8TANJCAWFCL0K.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120511562043097266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/Rw-2ItPcALI/AAAAAAAAAF8/_BvyVWjZ4oA/s320/AV5BQN0CASQRS5WCA281WH1CAKNR7JWCAEOFRHQCA2ZQ93QCA7XLT91CACK617GCAQ15BKMCAVUOY16CA6R0HYACAMWC0TJCAZ5HPY3CA8VL0D6CAFK1NRPCAEY54XMCASTCNSZCAM8TANJCAWFCL0K.jpg" border="0" /></a><br /><div align="center"><span style="color:#990000;"><strong>Sbaglierebbe chi si affrettasse a dare valutazioni negative sulla sentenza che ha riconosciuto attenuanti etniche e culturali a Maurizio Puxeddu da Cagliari, il cameriere ventinovenne che ha compiuto violenze di vario tipo nei confronti dell'ex fidanzata lituana, colpevole a quanto pare di tradimento.</strong></span></div><span style="color:#990000;"><strong><br /><div align="center"><br />Purtroppo sull'onda dei commenti della stampa, improvvisati ed approssimativi come accade a volte, quando la notizia è <em>ghiotta </em>e suscettibile di valutazioni politiche, più che tecniche, la televisione ed i giornali hanno avuto il destro di accusare di razzismo ed arretratezza mentale il povero giudice di <em>Hannover</em>, il quale oltre ad avere il torto di essere tedesco è anche un barone della vecchia aristocrazia germanica.</div><br /><div align="center"><br />Facile dire che, avendo a che fare con due stranieri, un italo-sardo ed una lituana, non gl' importasse poi molto di fare giustizia seria ed appropriata al caso concreto.</div><br /><div align="center"><br />Forse, si penserà, è un segreto ammiratore del conte di <em>Gobineau</em> e del<em> divin</em> <em>marchese</em>, un personaggio che in camera di consiglio si esalta di fronte alle brutture commesse dall'imputato ai danni di una donna e, pertanto, non sia da escludere, per tali motivi una propensione ideologica allo sconto di pena per ragioni <em>etnico-sessuali</em>.</div><br /><div align="center"><br />Ma siamo sicuri che la fattispecie giuridica sia proprio quella descritta dai mass media?</div><br /><div align="center"><br />Non è la prima volta che il giornalismo gridato e direttori zelanti, ultrasensibili ai temi dell'eguaglianza prendano grossi granchi e siano costretti, successivamente, a ritrattare o correggere le proprie avventate opinioni come i <em>trinariciuti </em>di guareschiana memoria.</div><br /><div align="center"><br />Accade per le sentenze emesse in Italia e figuriamoci se non possa capitare per le decisioni della magistratura straniera, specialmente se <em>crucca</em>.</div><br /><div align="center"><br />Buon senso avrebbe voluto che, prima di precipitarsi a firmare mozioni di condanna per presunte discriminazioni, onorevoli, senatori, giornalisti e sociologi e qualche giurista distratto avessero letto la sentenza, non ancora tradotta in italiano, e si fossero riferiti alla giurisprudenza (e alla dottrina penalistica tedesca) intervenuta per decidere casi analoghi, anche con imputati o vittime tedeschi, magari <em>bavaresi.</em></div><br /><div align="center"><br />La portavoce del giudice, ora sotto accusa, ha infatti reso noto che il verdetto non discrimina in base a criteri razziali, ma è coerente applicazione delle attenuanti previste dall'ordinamento tedesco nei confronti di qualsiasi responsabile fosse pure nato, cresciuto ed educato in <em>Baviera</em>, aggiungendo fra l'altro che lo sconto di due anni al turpe cagliaritano non declassa la pena, di per sé rientrante nella fascia medio- alta delle sanzioni.</div><br /><div align="center"><br />Prima di continuare a strepitare ed assumere iniziative inopportune, si renderebbe necessaria una valutazione attenta dei fatti e e delle norme discendendenti dalla cultura del cosiddetto <em>delitto storico</em>, richiamato saggiamente dall'emerito Prof. <em>Cossiga.</em></div><em></em><br /><div align="center"><br />Egli da corretto costituzionalista ha affermato che i principi a cui si è rifatto il magistrato di <em>Hannover</em> si riferiscono alla cultura di una regione (concetto applicabile a qualsiasi regione del mondo), con le sue peculiarità storiche ed ambientali, costituenti un portato oggettivo del costume e della mentalità di una popolazione, e non certamente al singolo individuo.</div><br /><div align="center"><br />Quindi, per l'ex Presidente della Repubblica, si tratta di <em>regulae juris</em>, derivanti da una particolare concezione giuridica di scuola tedesca, che hanno trovato spazio razionale nella sentenza, e non di razzismo nei confronti dei sardi.</div><br /><div align="center"><br />Questi ultimi, d'altra parte, ben conoscendo il costume matriarcale dell'isola e il rispetto secolare dovuto alla donna perfino dal banditismo tradizionale, avrebbero attuato a carico del colpevole le prescrizioni dettate dal diritto barbaricino, che non prevede giustificazione alcuna in subiecta materia.</div><br /><div align="center"><br />Un consiglio disinteressato al<em> Puxeddu</em> e alla sua avvocata ci sentiremmo comunque di darlo: l'imputato sconti la pena in Germania e cambi possibilmente identità.</div><br /><div align="center"><br />Se dovesse rientrare nella sua terra, non sarebbe accolto affabilmente come capitò (al termine della lunga detenzione) al fuorilegge- gentiluomo <em>Graziano</em> <em>Mesina</em>, il quale ha sempre</strong> </span></div><strong><span style="color:#990000;">considerato, da buon <em>balente</em>, semplicemente abominevole il sequestro di una donna</span>. </strong><br /><div align="center"><strong></strong></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-250431415510777412007-10-11T20:46:00.000+02:002007-10-11T20:51:12.116+02:00Le donne amano soprattutto...il matrimonio<a href="http://bp2.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/Rw5wjtPcAKI/AAAAAAAAAF0/RNuc_dlJVQU/s1600-h/01.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120153585108910242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/Rw5wjtPcAKI/AAAAAAAAAF0/RNuc_dlJVQU/s320/01.jpg" border="0" /></a><br /><div align="justify"><span style="color:#ff0000;"><strong>Nel giro di pochi mesi, due mie ex, che spasimavano d'amore per me, si sono convertite ad altri partner.<br /></strong></span></div><br /><div align="justify"><span style="color:#ff0000;"><strong>Come mai?</strong></span></div><span style="color:#ff0000;"><strong><br /><div align="justify"><br />Semplice.<br /></div><br /><div align="justify">Pur non avendo una grande attrazione per i miei succedanei, né fisica né mentale né sentimentale né culturale né emotiva, essi avevano un asso nella manica: la dichiarazione di matrimonio!<br /></div><br /><div align="justify">Una carta per me semisconosciuta.<br /></div><br /><div align="justify">Dopo la mia prima esperienza giovanile, infatti, di cui porto ancora i segni visibili ed un trauma gravissimo post-suocera (che Dio la protegga, beninteso...), non ho avuto più la forza di ripensare allo <em>sposalizio</em>.<br /></div><br /><div align="justify">Per me, la convivenza basta ed avanza ed è la forma più elevata di lealtà ed affetto verso l'altro o l'altra.</div><br /><div align="justify"><br />La natura umana è ipocritamente convertibile alla schiavitu'. </div><br /><div align="justify"><br />Una variante del servilismo tipica di certi maschi è, per l'appunto, la prostrazione ai piedi di una donna (per altri versi irraggiungibile) con una richiesta antiquata ma sempre efficace che si condensa in due parole: <em>Voglio sposarti!</em></div><em><br /><div align="justify"><br /></em>E la donna - che mantiene dentro di sé l'inclinazione romantica ed, al tempo stesso, pragmatica alla vita coniugale - di fronte ad un'affermazione del genere, capitola volentieri e repentinamente. </div><br /><div align="justify"><br />Soprattutto di questi tempi, poco propizi all'istituto matrimoniale, ma pur sempre aperti al trionfo della norma, della regola, della convenzione e ... del compromesso (storico o no), non c'è strumento migliore per accattivare la simpatia e l'attenzione, ottenere la comprensione ed il consenso femminile.</div><br /><div align="justify"><br />Se poi l'evento avviene in chiesa, si raggiunge l'apoteosi (uno, indissolubile, categorico è il matrimonio cattolico: chi si unisce col rito apostolico e romano è come suol dirsi in una botte di ferro!).<br /></div><br /><div align="justify">E l'amore? Direte voi.<br /></div><br /><div align="justify">Per quello c'è sempre tempo e spazio, ma viene in seconda linea, dopo i fiori d'arancio e la genuflessione...<br /></strong></span></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-26168917201441428092007-10-10T20:56:00.000+02:002007-10-10T21:03:15.962+02:00La Sardegna è un continente<a href="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/Rw0h3NPcAJI/AAAAAAAAAFs/RB26dw4hq5g/s1600-h/Arlacchi.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119785583721054354" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/Rw0h3NPcAJI/AAAAAAAAAFs/RB26dw4hq5g/s320/Arlacchi.jpg" border="0" /></a><br /><div align="justify"><br /><strong><span style="color:#009900;"><em>Pino Arlacchi,</em> professore di sociologia presso l’Università di Sassari, ha dato recentemente alle stampe un libro interessante, che raccoglie i risultati di studi e ricerche, condotti per lungo tempo sul campo e che si rivelano esemplari per la conoscenza della società sarda e dei suoi rapporti con la tradizione, il costume, l’economia e la criminalità, mettendo in evidenza e confermando quel che da molti è considerato l’aspetto fondamentale dell’isola, quello di caratterizzarsi come un piccolo continente.</span></strong></div><strong><span style="color:#009900;"><br /><div align="justify"><br />Il volume reca il titolo significativo “<em>Perché non c’è la mafia in Sardegna</em>" e costituisce una presa d’atto importante, per distinguere i connotati di una regione mediterranea, che pur avendo legami correnti e collegamenti saldi con il resto dell’Europa, mantiene un ruolo assolutamente originale riuscendo a coniugare le proprie antichissime radici di eminente civiltà pastorale con il progresso, la modernità, la globalizzazione.</div><br /><div align="justify"><br />Conservare la propria identità culturale, la quale affonda la sua storia nel mondo classico e deriva il proprio ethos direttamente da <em>Omero</em> e dalle repubbliche montanare di <em>Braudel</em> è già di per sé un fatto notevole nell’età del globalismo.<br />Se poi si aggiunge che i fenomeni della delinquenza organizzata di tipo mafioso, nonostante i tentativi di colonizzazione, non hanno avuto mai la possibilità di realizzarsi in questa terra, a causa della persistente attitudine alla costante resistenza contro le dominazioni (secondo una tesi ampiamente accreditata sul piano storico-scientifico e segnatamente riaffermata dal noto archeologo <em>Virgilio Lilliu</em>, per il quale ” i sardi, nella confusione etnica e culturale che li ha inondati per millenni, sono riemersi costantemente nella fedeltà alle origini autentiche e pure”), si delinea un quadro di civiltà autoctona, che costituisce un’eccezione rimarchevole nel panorama generale, piuttosto deprimente, delle connessioni tra mafia, affari, politica, economia, che non hanno risparmiato neppure regioni ritenute apparentemente impermeabili a tali infiltrazioni criminali, come per esempio la Val d’Aosta.</div><br /><div align="justify"><br />L’opera, fra i vari pregi, presenta quello di contribuire a convalidare alcuni esiti scientifici, acquisiti in anni di sofferte fatiche intellettuali da eccellenti studiosi come <em>Antonio Pigliaru</em>, incisivo filosofo del diritto e magistrale ricercatore dei tratti distintivi del cosiddetto pastoralismo (o il mondo del “noi pastori”, fondato, prima dello Stato ed in alternativa allo stesso, sul codice comportamentale barbaricino, un vero e proprio ordinamento giuridico, nato all’interno della Barbagia, sul quale si è retta per secoli, ed in parte tuttora si regge la vita sociale, assicurando sistematicamente e tenacemente il rispetto della dignità della persona (<em>l’onore</em>) e della giustizia sostanziale (<em>la vendetta biblica</em>) nella comunità sarda (al pari della celebrata <em>Carta de logu</em>, frutto della sapienza giuridica medievale , che ha informato di sé il costume isolano fino alle soglie dell’età moderna con notevoli influenze sulla elaborazione codicistica del nostro paese). </div><br /><div align="justify"><br />L’osservatorio privilegiato dall’indagine sociologica dell’autore è il tessuto di un’economia autosufficiente, basata sullo scambio non classista e la coesione fra i vari ceti, nel segno della generosità, del dono reciproco e della solidarietà, dove <em>l’imprimatur</em> capitalistico ha consentito l’evoluzione del sistema di produzione, senza determinare conflitti sociali.</div><br /><div align="justify"><br />La differenza tra la Sardegna e le regioni meridionali colpite dalla delinquenza organizzata (Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia) consiste soprattutto nella visione elementare, diremmo istintiva, del diritto da parte della popolazione.</div><br /><div align="justify"><br />Il codice d’onore delle <em>società segrete</em> ( mafia, ‘ndrangheta, camorra, etc.) è volto principalmente al predominio e all’oppressione sul proprio simile, senz’alcun rapporto con i valori della giustizia.<br />L’ <em>anarchia ordinata</em> del codice barbaricino, nasce viceversa dall’esigenza dell’autogiustizia e, come sottolinea egregiamente Arlacchi, ”dall’irriducibilità dei sardi alla subordinazione nei confronti della forza altrui“. </span></strong></div>Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-87841961155729396502007-10-04T13:15:00.000+02:002007-10-04T13:19:28.447+02:00Toscani e la moda<a href="http://bp1.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/RwTME9PcAII/AAAAAAAAAFk/Hdk5Hln9s8E/s1600-h/Toscani.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5117439462130581634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/RwTME9PcAII/AAAAAAAAAFk/Hdk5Hln9s8E/s320/Toscani.jpg" border="0" /></a><br /><div align="center"><strong><span style="color:#993399;">Oliviero Toscani non mi piace. </span></strong></div><strong><span style="color:#993399;"><div align="center"><br />E' un personaggio ambiguo, che gioca sull'equivoco: le sue immagini choc banalizzano il male che vorrebbe combattere. </div><div align="center"><br />Alla fine, è solo un'operazione commerciale una foto che rappresenta la sofferenza e la diversità. </div><div align="center"><br />Mettere in evidenza la figura di un'anoressica non serve a richiamare l'attenzione sulla malattia, ma a renderla accettabile, ordinaria, usuale, banale ed a fornire un alibi morale agli stilisti che disegnano abiti per taglie normali o forti. </div><div align="center"><br />Non è un caso che i manifesti di Toscani abbiano sempre una connessione con qualche trovata mercantile, che si accompagna o segue le foto eclatanti, che contrappuntano la sua carriera di fotografo. </div><div align="center"><br />Tra qualche anno, magari, sarà la volta di una bulimica a segnare il ritorno all'esile al sottile al filiforme nelle passerelle di nuovi modelli</span></strong></div>...Piero Sampierohttp://www.blogger.com/profile/05272012413426549858noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-12868908.post-5993779148192937212007-10-04T13:11:00.000+02:002007-10-04T13:25:26.088+02:00"Ragazzo" di Massimo Fini<a href="http://bp1.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/RwTLJ9PcAHI/AAAAAAAAAFc/AjeEsVTwKoI/s1600-h/image008.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5117438448518299762" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_kZOaPj7d9E0/RwTLJ9PcAHI/AAAAAAAAAFc/AjeEsVTwKoI/s320/image008.jpg" border="0" /></a><br /><div align="justify"><strong><span style="color:#990000;">Non è la storia di una vecchiaia, come vorrebbe far intendere il sottotitolo, che <em>Massimo Fini</em> ha voluto dare al suo ultimo libro. </span></str