
Semplice.
La natura umana è ipocritamente convertibile alla schiavitu'.
Una variante del servilismo tipica di certi maschi è, per l'appunto, la prostrazione ai piedi di una donna (per altri versi irraggiungibile) con una richiesta antiquata ma sempre efficace che si condensa in due parole: Voglio sposarti!
E la donna - che mantiene dentro di sé l'inclinazione romantica ed, al tempo stesso, pragmatica alla vita coniugale - di fronte ad un'affermazione del genere, capitola volentieri e repentinamente.
Soprattutto di questi tempi, poco propizi all'istituto matrimoniale, ma pur sempre aperti al trionfo della norma, della regola, della convenzione e ... del compromesso (storico o no), non c'è strumento migliore per accattivare la simpatia e l'attenzione, ottenere la comprensione ed il consenso femminile.
Se poi l'evento avviene in chiesa, si raggiunge l'apoteosi (uno, indissolubile, categorico è il matrimonio cattolico: chi si unisce col rito apostolico e romano è come suol dirsi in una botte di ferro!).


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