
Un film del 2003 di Francois Pupeyron ha colpito oggi la mia attenzione.
Una tematica intelligente sviluppata con sobrietà d'immagini e di dialoghi, composti con eleganza e sensibilità ed un'eccellente interpretazione di Omar Sharif nella Parigi degli anni sessanta.
Una storia delicata incentrata sul legame che si sviluppa tra un commerciante mussulmano ed un ragazzo di nome Mosè, abbandonato in tempi diversi da madre e padre.
Col diminutivo di Momo, l'adulto negoziante, dotato di grande saggezza e di un patrimonio di emozioni ricco ed esemplare, chiama il giovinetto accattivandosene la simpatia e la stima.
Un bel film contrappuntato da musiche degli anni antecedenti il sessantotto. Sembrano trascorsi dei millenni dalla rivoluzione del maggio francese.
C'è da sbigottirsi, ma anche da nutrire qualche speranza...


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